Tasso

Un animaletto facilmente riconoscibile eppure poco conosciuto

Il tasso ha abitudini notturne e la sua vista è poco sviluppata, in quanto passa la maggior parte della sua vita in cunicoli bui, ma in primavera è possibile vederlo, anche, durante il giorno.

Se non viene provocato, questo mammifero ha un indole pacifica, le tane vengono condivise con più famiglie della stessa specie e a volte, anche, con altri animali.

Il tasso è diffuso in Italia, dove è considerato specie protetta, in Europa, in alcune zone del Medio Oriente e in Asia.

L’aspetto del tasso

Il tasso è uno dei mustelidi di dimensioni più grandi. La sua lunghezza raggiunge, infatti, il metro e in età adulta arriva a pesare fino a 15 kg.

Questo mammifero ha una testa piccola e allungata e un corpo robusto con zampe corte e tozze dotate di grosse unghie, perfette per scavare.

Il suo pelo di colore grigio è folto e setoso sul dorso e lungo i fianchi, mentre sul ventre è più rado.

Il suo muso presenta una caratteristica colorazione a strisce verticali, nera in prossimità degli occhi e bianca al centro.

A quale animale assomiglia il tasso?

Il tasso assomiglia in parte ad altri mustelidi, ma ha caratteristiche distintive che lo rendono facilmente individualibile e riconoscibile. Da un lato per le sue notevoli dimensioni, dall’altro la peculiare mascherina bianca e nera che ricopre il suo muso

Habitat del tasso

Il tasso predilige le aree boschive caratterizzate da un ricco sottobosco come i querceti o i boschi misti, ma può vivere tranquillamente anche in zone cespugliose, in prossimità dei pascoli, delle città o in giardini e parchi.

Questo mammifero non è, invece, diffuso nelle zone paludose, nelle aree costiere o rocciose.

Dove vive il tasso

Il tasso è presente in tutta Italia ma non in Sicilia, in Sardegna o nelle isole minori.

In Europa è diffuso, ovunque, ad eccezione della Corsica, dell’Islanda e della zona settentrionale della penisola scandinava.

Comportamento del tasso

Il tasso è un animale notturno che passa la sua giornata all’interno della sua tana.

Le sue principali attività sono, infatti, il riposo nel periodo invernale e la manutenzione della propria tana in primavera e in estate.

La tana si presenta come una struttura estremamente complessa suddivisa in aree dalle funzioni ben precise (magazzini per le provviste, stanze dove dormire, latrine, corridoi d’accesso)  che viene tramandata di generazione per generazione per decenni o, addirittura, secoli. La tana può essere abitata da più famiglie di tassi che utilizzano, comunque, accessi, gallerie e stanze differenti.

Il tasso è in grado di correre molto velocemente, si arrampica sugli alberi e può, anche, nuotare.

Orso marsicano

Il TAR salva l’ orso marsicano: stop alla caccia

Stop a qualsiasi forma di prelievo venatorio nel versante laziale delle zone contigue all’area protetta del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, habitat dell’orso marsicano.

È questo quanto espresso dal Tribunale Regionale Amministrativo del Lazio che ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di associazioni ambientaliste.

Il ricorso delle associazioni

Ad appellarsi al TAR sono state ENPA, LAC, LAV e WWF Italia, fortemente preoccupate per l’atto approvato a fine settembre dal presidente della Regione Lazio, che autorizzava in maniera illegittima e insensata “il prelievo venatorio nel versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle zone Speciali di conservazione con presenza di Orso marsicano”.

«Oltre a vigilare con le nostre Guardie volontarie impugneremo anche il calendario venatorio della Regione Lazio con un ricorso che verrà discusso a breve», hanno detto le associazioni.

Fermare le doppiette per salvare l’orso

Il ricorso è stato curato dall’avvocato Valentina Stefutti; tra le irregolarità evidenziate dalle sigle ambientaliste c’era il mancato parere richiesto dalla Regione Lazio all’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e il massimo organo di consulenza tecnico-scientifica che si era già raccomandato, in precedenza, di “assicurare il divieto di caccia nell’area di protezione esterna del Parco d’Abruzzo, vista l’urgente necessità di tutelare il nucleo di esemplari di orso marsicano presente nella regione Lazio”.