Riccio

Il riccio è diffuso in Europa e in Asia settentrionale e centrale. Essi vivono sia in regioni piane che in luoghi montani, in foreste, campi e praterie. Nelle Alpi, essi si spingono fino sui pendii dove crescono le conifere. Il riccio vive da solo ed il suo rifugio è nelle cavità degli alberi o nei buchi nel terreno e nei muri. Il suo nido è costituito da foglie, paglia e fieno mescolati. Talvolta la sua tana è di circa 30 centimetri e provvista di due gallerie. Esso esce all’aperto soltanto di notte, procedendo lentamente. Esplora il territorio con curiosità, fiutando qualsiasi oggetto che incontra. Se ode un rumore si arresta subito e la finezza dell’odorato compensa la vista mediocre. Allora si arrotola assumendo la forma di una palla, un po’ appiattita da un lato e irta di aculei volti in tutte le direzioni. La depressione laterale corrisponde al ventre: il muso, le 4 zampe e la corta coda sono così protetti. Il periodo degli amori sopraggiunge in estate. Per manifestare i propri gradimenti, il riccio emette allora dei mormorii soffocati e suoni rauchi. La femmina partorisce in genere da 3 a 6 piccoli. Dopo un mese i piccoli cominciano a nutrirsi da soli.

Le zampe sono corte e hanno cinque dita allungate, provviste di unghie robuste; la coda è corta e sottile, cilindrica e scarsamente pelosa. Il capo, non ben distinto dal corpo, è largo alla base, con muso appuntito, occhi piccoli e brillanti, baffi neri, orecchie tondeggianti seminascoste dal pelo bruno chiaro che riveste, oltre alla testa, anche il ventre e le zampe. Le centinaia di aculei che ricoprono il corpo (compresa la fronte, la radice della coda e i fianchi) sono duri, molto acuminati e lunghi 2-3 centimetri; il loro colore è grigio-marroncino alla base, giallastro a metà, bianco o nero all’apice e sono impiantati, tramite piccoli ingrossamenti detti bulbi, nella cute dorsale.

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